La predica del 3 maggio 2026, tenuta dal pastore Rubens Spada, è incentrata su 1 Corinzi 15 e sugli eventi successivi alla risurrezione di Gesù. Il pastore delinea alcuni punti teologici e pratici fondamentali per la vita del cristiano. Di seguito viene riportato un riassunto dettagliato dei passaggi più importanti:

1. Il ritorno alle basi del Vangelo


Il pastore sottolinea l’assoluta necessità di predicare “le basi” della Parola di Dio, ovvero il Vangelo semplice centrato su Gesù: la Sua nascita, il Suo ministero, la Sua morte e, soprattutto, la Sua risurrezione, che è il fulcro della salvezza. Viene criticata aspramente la scelta di quelle chiese che predicano la “teologia della prosperità” al solo scopo di compiacere le persone, ricordando che il dovere di un pastore e della comunità è studiare e proclamare fedelmente le Scritture, specialmente in vista dell’imminente ritorno di Cristo.


2. L’apparizione a 500 persone: conferma e missione


Gesù è apparso a più di 500 fratelli contemporaneamente prima di ascendere al cielo. Questo evento ha avuto un duplice scopo:

  • Confermare in modo inconfutabile la Sua risurrezione e la Sua vittoria sulla morte a un vasto gruppo di persone, affinché la notizia potesse diffondersi rapidamente tramite il “passaparola”.
  • Avviare la missione. Questa apparizione pubblica è strettamente collegata al “Grande Mandato” di Matteo 28, in cui Gesù ordina ai Suoi seguaci di andare e fare discepoli di tutti i popoli. Quella folla immensa rappresentava, di fatto, un’anteprima della Chiesa che sarebbe nata di lì a poco con la discesa dello Spirito Santo.


3. L’apparizione a Giacomo: la vera trasformazione

Un altro punto chiave è l’apparizione di Gesù a Suo fratello Giacomo. I Vangeli riportano che, durante il ministero terreno di Gesù, i Suoi stessi fratelli non credevano in Lui e dubitavano della Sua identità. Tuttavia, dopo la risurrezione e questa specifica apparizione, Giacomo ha vissuto una conversione radicale: si è unito agli apostoli in preghiera in attesa dello Spirito Santo, è diventato uno dei leader principali della chiesa di Gerusalemme e ha scritto una lettera definendosi “servo di Dio e del Signore Gesù Cristo”. Questo dimostra che un vero incontro con Gesù produce sempre un profondo cambiamento di vita e una trasformazione tangibile.


4. La missione della Chiesa: evangelizzare

Il culmine del messaggio è un forte richiamo all’azione per tutti i credenti: l’evangelizzazione. Il pastore ribadisce che presentare Gesù a chi non lo conosce non è un compito riservato esclusivamente al ministero pastorale, ma è la vocazione primaria di ogni cristiano nel proprio posto di lavoro, a scuola e in famiglia. Tutte le altre lodevoli attività della chiesa (come cantare, pulire o preparare da mangiare) non salvano; solo Gesù Cristo salva. Pertanto, il credente deve essere “luce dei popoli” e non deve mai vergognarsi del Vangelo. Il pastore ricorda alla comunità che le anime evangelizzate sono la vera “moneta spirituale”, avvertendo i fedeli di non sprecare il proprio tempo rincorrendo esclusivamente traguardi materiali e prosperità economica.


Conclusione


In sintesi, il fondamento imprescindibile della fede cristiana è la risurrezione di Gesù, un fatto storico comprovato da molteplici apparizioni. Queste manifestazioni (ai 500 e a Giacomo) non avevano solo lo scopo di dimostrare la vittoria di Cristo, ma miravano a innescare una profonda trasformazione personale e ad affidare un mandato universale ai credenti. La Chiesa e ogni singolo cristiano sono chiamati ad abbandonare la superficialità per dedicarsi con urgenza, coraggio e obbedienza alla missione più importante di tutte: essere portatori di luce e condividere il messaggio di salvezza con il mondo intero.