Predica del 29 marzo 2026, predicata dal pastore Rubens Spada.

Questa predica inaugura una serie intitolata “La Pentecoste”, che ha l’obiettivo di riflettere sugli eventi accaduti nei 40 giorni in cui Gesù è rimasto sulla terra dopo la sua risurrezione, e sui successivi 10 giorni di preghiera e attesa che hanno portato alla discesa dello Spirito Santo.

I punti importanti e gli insegnamenti della predica:

  1. Gesù ti conosce personalmente: Nel racconto evangelico, Maria Maddalena si trova a piangere davanti al sepolcro vuoto e, prima di rivelarsi a lei apertamente, Gesù le chiede: “Donna, perché piangi?”. Il pastore spiega che Gesù agisce così per mostrarle empatia e farle capire che nulla sfugge al suo controllo e che si importa delle sue sofferenze. Quando infine Gesù la chiama per nome (“Maria”), le dimostra una conoscenza e un’attenzione intima. L’insegnamento è che, anche se nella vita quotidiana possiamo sentirci ignorati o degli sconosciuti per il mondo, Gesù conosce profondamente il nostro nome, la nostra storia e le nostre afflizioni segrete. Per questo motivo non dobbiamo riporre la nostra fiducia esclusivamente negli esseri umani, che sono mutevoli, ma in Dio che rimane sempre al nostro fianco.
  2. Gesù trasforma un passato condannato in un futuro perdonato: Maria Maddalena aveva un passato molto difficile: la Bibbia riporta che da lei Gesù aveva scacciato ben sette demoni. In passato era stata una donna posseduta e giudicata duramente dagli uomini. Eppure, il Signore sceglie di apparire per prima proprio a lei per un motivo preciso. L’insegnamento qui è che Gesù non sceglie mai a caso, ma vuole dimostrare che solo Lui è in grado di cambiare radicalmente la storia di una persona, trasformando un passato di condanna e vergogna in un futuro di perdono, guarigione e onore. Non importa quale sia il nostro problema o la “maschera” che portiamo, un vero incontro con Gesù porta sempre a una trasformazione radicale.
  3. Il messaggio di Gesù è per tutti e il dovere di evangelizzare: Dopo essersi rivelato, Gesù affida a Maria una grande responsabilità: andare dai discepoli e annunciare di averlo visto vivo. Da donna un tempo giudicata, diventa la prima messaggera della risurrezione. L’insegnamento pratico per la chiesa è che chi è stato trasformato e raggiunto dal Signore non può e non deve tenere il messaggio della salvezza solo per sé. Il pastore esorta vivamente i fedeli a non vergognarsi del Vangelo. Fa notare come le persone siano sempre pronte a pubblicizzare con entusiasmo cose terrene (come un buon ristorante, un viaggio o delle scarpe in offerta) ma spesso tacciano su ciò che Gesù ha fatto per loro, nascondendo la propria fede ai colleghi o ai vicini. La missione di ogni credente è aprire la bocca e condividere la propria testimonianza in ogni occasione.
  4. La necessità di prepararsi per il ritorno di Cristo: Verso la fine della predica, il pastore Spada sottolinea con forza che “Gesù sta tornando”. L’insegnamento è un richiamo a non farsi distrarre o paralizzare dall’ansia per le notizie politiche mondiali (citando figure e tensioni globali), ma di concentrarsi sulla propria preparazione spirituale individuale, attraverso la preghiera e la lettura della Bibbia. Inoltre, il pastore sottolinea che la predicazione e la diffusione del Vangelo sono essenziali per “velocizzare” il ritorno del Signore, esortando tutti a usare ogni mezzo, persino i messaggi sul telefono, per compiere questa missione prima che sia troppo tardi.

Conclusione

In sintesi, la predica è un potente incoraggiamento a vivere la fede in modo autentico e coraggioso. Il pastore ci ricorda che l’amore di Gesù ci raggiunge nelle nostre fragilità per redimerci e donarci una nuova identità. Questo dono richiede una risposta attiva da parte del credente: abbandonare la timidezza spirituale, assumersi la responsabilità di condividere la buona notizia con il mondo e vivere in uno stato di costante preparazione e santità.