Lo Spirito Acceso

Lo Spirito Acceso

Il sermone del 10 maggio 2026, predicato dal Pastore Rubens Spada, analizza l’evento dell’ascensione di Gesù e il “Grande Mandato” descritto nel Vangelo di Marco (16:15-20), delineando quattro punti fondamentali che costituiscono la missione della Chiesa di oggi.

  1. Andare e predicare (La Missione) La missione principale lasciata da Gesù ai suoi discepoli è riassunta nel comando: “Andate per tutto il mondo, predicate il Vangelo a ogni creatura”. Il pastore sottolinea fortemente che questo è un verbo imperativo, un ordine assoluto che non ammette esitazioni e non è relegato a “quando si ha tempo”. La Chiesa è chiamata a essere un’estensione dei discepoli. Tuttavia, il compito del credente è semplicemente quello di seminare la parola e condividere la propria testimonianza personale, raccontando cosa Dio ha fatto nella propria vita. I credenti non devono preoccuparsi o angosciarsi per il risultato immediato della loro predicazione, perché la responsabilità di trasformare i cuori non appartiene a loro.
  2. La salvezza e il ruolo dello Spirito Santo Il secondo pilastro del mandato è la promessa: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato”. Il sermone evidenzia che convincere il mondo del peccato e operare la conversione è un’opera esclusiva dello Spirito Santo, il Consolatore. Coloro che accolgono il messaggio e credono ottengono il diritto di diventare “figli di Dio” (Giovanni 1:12). Chi vive questa salvezza dimostra di essere una “nuova creatura” (2 Corinzi 5:17), la cui vita trasformata diventa di per sé una testimonianza visibile per coloro che ancora non credono.
  3. I segni che accompagnano i credenti Prima di ascendere, Gesù promette che segni miracolosi accompagneranno coloro che credono, come ad esempio scacciare demoni, parlare in lingue nuove e imporre le mani agli ammalati per la loro guarigione. Il pastore chiarisce che questi segni e doni spirituali non erano limitati all’epoca degli apostoli, ma sono ancora disponibili per la Chiesa di oggi. A tal proposito, viene ricordata l’effettiva realtà del mondo spirituale: i credenti si trovano immersi in vere battaglie spirituali e devono difendersi utilizzando la “spada” della Parola di Dio, cibandosi della lettura quotidiana della Bibbia per sconfiggere le insidie del nemico.
  4. L’ascensione, la rassicurazione e la promessa del ritorno Dopo aver pronunciato queste parole, Gesù è stato elevato in cielo, sedendosi alla destra di Dio per indicare il compimento della Sua missione terrena. Eppure, non ha lasciato soli i suoi seguaci: ha lasciato la promessa di essere con loro “tutti i giorni sino alla fine dell’età presente”. La Sua ascesa al cielo è essenziale perché ha permesso la discesa dello Spirito Santo (che si celebra a Pentecoste), il quale dona alla Chiesa l’energia e la potenza per evangelizzare. Infine, prima che la nube lo nascondesse, gli angeli confermarono che Gesù ritornerà esattamente nello stesso modo in cui è salito.


Conclusione


L’ascensione di Gesù non rappresenta un abbandono, ma un passaggio di testimone ai suoi discepoli. La vera responsabilità di ogni credente è duplice: rispondere con un “sì” incondizionato all’imperativo di evangelizzare il mondo e mantenere sempre acceso il fuoco dello Spirito Santo dentro di sé. Senza lo Spirito, la Chiesa non può sperare di vedere miracoli, sopportare le difficoltà o adempiere alla propria missione in attesa del sicuro e glorioso ritorno di Cristo.