Gli Occhi Impediti

Gli Occhi Impediti

Predica del pastore Rubens Spada ministrata il 19 aprile 2026.

Il racconto biblico dei discepoli sulla via per Emmaus (Luca 24:13-33) ci offre una potente lezione di fede e trasformazione. Due discepoli stavano camminando allontanandosi da Gerusalemme verso il villaggio di Emmaus, tristi, delusi e insoddisfatti per la crocifissione di Gesù.

Nonostante avessero ascoltato le testimonianze delle donne riguardo al sepolcro vuoto e alla visione degli angeli, la loro mancanza di fede li aveva spinti ad abbandonare la speranza e a tornare indietro.

Lungo il percorso, Gesù stesso si avvicina e inizia a dialogare con loro, ma i loro occhi sono “impediti” a tal punto che non riescono a riconoscerlo. Gesù, iniziando da Mosè e da tutti i profeti, spiega loro le Scritture e tutto ciò che lo riguardava. Quando infine si fermano e lo invitano a rimanere, Gesù spezza il pane a tavola; in quel momento di comunione, i loro occhi si aprono e lo riconoscono. Ricordando come il loro cuore ardesse mentre Egli parlava, si alzano in quello stesso momento e tornano immediatamente a Gerusalemme.


Attraverso questa esperienza, possiamo trarre tre preziosi insegnamenti per la nostra vita spirituale:

1- Non mollare: I discepoli avevano mollato a causa della delusione e dell’incredulità, arrendendosi davanti al primo ostacolo. Spesso capita anche a noi di sentirci stanchi di fronte ai problemi lavorativi, familiari o quando le risposte di Dio sembrano tardare. Tuttavia, la Parola ci invita a non mollare. Dio è fedele alle Sue promesse; non dobbiamo essere credenti che si arrendono al primo vento contrario (“credenti Nutella”), ma credenti radicati e forti (“credenti radice”).

2- Confidare nel processo: Gesù avrebbe potuto rivelarsi immediatamente, ma ha scelto di permettere che i loro occhi restassero chiusi per avere il tempo di lavorare nei loro cuori durante la camminata. Il tempo di Dio (il momento perfetto, il “Kairos”) è diverso dal nostro. Confidare nel processo significa smettere di voler avere il controllo di tutto, arrendersi a Lui e riposare in pace, sapendo che è Gesù a guidare la nostra vita.

3- C’è sempre tempo per tornare: Non appena i due discepoli hanno riconosciuto Gesù, hanno deciso di tornare sui loro passi, verso Gerusalemme, il luogo che non avrebbero mai dovuto lasciare. Cambiare idea o riconoscere di aver sbagliato strada non è un errore; il nostro orgoglio non deve impedirci di ravvederci. C’è sempre tempo per tornare alle promesse di Dio, tornare alla preghiera, tornare a sperare e lasciarsi guidare dalla voce del Signore.

In conclusione, proprio come ha fatto con i due discepoli, Gesù desidera rivelarsi a noi attraverso la Sua Parola e nella comunione. Non permettiamo alle distrazioni della vita di rubarci queste opportunità, ma lasciamo che il Signore riporti la gioia e faccia ardere nuovamente i nostri cuori.