La predica del 22 marzo 2026, ministrata dal Pastore Rubens Spada, si fonda sull’episodio biblico in cui Gesù accoglie e benedice i bambini (Marco 10:13-16), dichiarando che per entrare nel Regno di Dio è necessario avere un cuore simile al loro. Il bambino, inteso nella sua “fanciullezza” spirituale, è caratterizzato da una mente libera, ingenua e innocente. Per raggiungere questa condizione, il Pastore illustra tre caratteristiche fondamentali che il nostro cuore deve possedere:

1. Un cuore puro


Il primo passo per entrare nel Regno dei Cieli è avere un cuore puro, privo di malizia e lontano dal peccato. Il Pastore sottolinea che il peccato non consiste solo in azioni gravi, ma si annida anche nelle piccole mancanze quotidiane: il pettegolezzo, il desiderio del male o l’omissione del bene (come trascurare la preghiera e la lettura della Bibbia). Per mantenere la purezza, dobbiamo fuggire le passioni umane e rinunciare alla volontà egoistica, intraprendendo un serio cammino di santificazione in cui, come dice l’Apostolo Paolo, “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”.

2. Un cuore semplice


I bambini possiedono un cuore semplice, privo di pretese e disinteressato verso ciò che gli adulti spesso sopravvalutano. Crescendo, tendiamo a complicare la nostra vita, perdendo l’innocenza originale. Citando l’Apostolo Paolo, il Pastore avverte di non lasciarsi sviare dal nemico — proprio come il serpente sedusse Eva — allontanandoci dalla semplicità di Cristo. Dobbiamo smettere di sprecare tempo in cose vane e tornare all’essenziale, ricordando che il Signore protegge i semplici e agisce con suprema umiltà.

3. Un cuore sincero


Il terzo elemento è la sincerità: un cuore autentico e senza maschere. In un’epoca dominata da superficialità e finzione, il credente è chiamato a essere coerente in ogni contesto: a casa, al lavoro e in chiesa. Essere sinceri significa non adattare il proprio comportamento agli schemi del mondo solo per essere accettati. Non si deve scendere a compromessi con i propri valori, ma occorre essere realmente “sale e luce” per il prossimo.


L’insegnamento sulla Preghiera


Un cuore sincero rivolge a Dio preghiere altrettanto sincere. Il Pastore rivoluziona il concetto comune di preghiera: essa non è una “wish list” (lista dei desideri), né Dio è un “maggiordomo” a cui chiedere beni materiali o successo. Poiché la vita è una battaglia spirituale, la preghiera è la nostra arma potente e la nostra “radiotrasmittente” in guerra.

Invece di pregare in modo egoistico, la preghiera matura cerca unicamente la volontà del Padre: “Venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà”. Rinunciare al proprio ego è difficile, ma necessario per arrendersi al controllo di Dio, come testimoniato dal Pastore stesso riguardo alla scelta di rimettere nelle mani del Signore anche i desideri più personali.


Conclusione


In sintesi, il Pastore Rubens Spada ci esorta a compiere un profondo “riavvio di sistema”, abbandonando i filtri dell’età adulta, i peccati nascosti e l’ipocrisia sociale per ritornare alla purezza originaria dei bambini.

La via per vivere questa trasformazione si trova nel consiglio di Paolo ai Filippesi (Filippesi 4:8): per avere un cuore puro, semplice e sincero, dobbiamo riprogrammare la nostra mente, occupando i nostri pensieri esclusivamente con ciò che è vero, onorevole, giusto, puro, amabile e di buona fama. Solo così potremo godere di un rapporto intimo con il Padre e prepararci per il Suo Regno.