Nel messaggio di questa domenica 19 ottobre, il pastore visitante Jorge Pinheiro ci ha guidato in una profonda riflessione sulla lettera alla Chiesa di Pergamo, una comunità cristiana che viveva in una città dominata dal potere, dall’idolatria e dalla persecuzione. In un luogo dove l’imperatore era venerato come dio e dove sorgeva il maestoso tempio di Zeus — chiamato da Gesù stesso “il trono di Satana” — i credenti di Pergamo furono elogiati per la loro fedeltà incrollabile nonostante le pressioni e i pericoli. Gesù si presenta come Colui che ha la spada affilata a due tagli, simbolo della Sua Parola viva e penetrante, capace di discernere i pensieri del cuore. Attraverso questa lettera, Egli ammonisce la Chiesa contro la tolleranza del peccato, invitandola al ravvedimento e alla purezza della fede.
Anche oggi, questo messaggio parla a noi: viviamo in una società dove il “trono di Satana” si manifesta nella cultura, nel lavoro, nelle tentazioni quotidiane. Ma Cristo ci chiama a non scendere a compromessi, a rimanere saldi nella verità e a combattere con la spada della Sua Parola.
A chi persevera e vince, il Signore promette tre doni preziosi — la manna nascosta, la pietruzza bianca e un nuovo nome — simboli della comunione eterna, del perdono e dell’intimità con Dio.
LA CHIESA SUL TRONO DI SATANA
È Gesù stesso che usa questa espressione.
Immaginiamo una chiesa che si trovava in una città potente, una città dove la lealtà all’imperatore romano era una questione di vita o di morte, una città dove c’erano molte religioni pagane; difatti, c’erano molti templi dedicati a vari dei.
Nell’acropoli di Pergamo, situata su una collina, c’era un tempio dedicato al dio greco Zeus. Questo tempio, di notevoli dimensioni, era considerato una delle meraviglie del mondo antico.
In questa lettera di Pergamo, però, viene chiamato da Gesù: il trono di Satana. Era un centro di adorazione e molte persone vi si recavano per idolatrare questo idolo, Zeus.
Dio non accetta la concorrenza, Lui è l’unico Dio, il Dio dell’universo. Chi è seduto sul trono è Gesù alla destra di Dio Padre.
Inoltre, in questa città si praticava il culto all’imperatore; l’imperatore era chiamato un dio vivente. Adorare l’imperatore romano era una questione di vita o di morte. Difatti, Antipa, chiamato fedele testimone, fu ucciso come martire.
Gesù fa un elogio alla chiesa di Pergamo, perché è rimasta fedele a Gesù nonostante ci fosse il pericolo di essere messi a morte. Gesù si presenta in questa lettera come COLUI CHE HA LA SPADA AFFILATA A DUE TAGLI.
Ebrei 4:12: “Infatti la Parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l’anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore”.
La città di Pergamo era un simbolo dell’ideologia di Satana. Per i cristiani era pericoloso vivere lì; loro rimasero fedeli, nonostante le persecuzioni. Era una chiesa coraggiosa che non si è arresa davanti alle difficoltà, alla paura.
Tutti noi abitiamo sul trono di Satana; lui sta nella cultura, nel lavoro, nella scuola.
Ciò non significa che tutto è negativo, ma che ci sono degli elementi del trono di Satana in questi luoghi. A volte noi, per paura, ci arrendiamo e facciamo compromessi con queste presenze demoniache, peccaminose.
Questa chiesa di Pergamo è stata fedele all’apostasia ma non è diventata apostata, però ha accettato di partecipare alla malvagità presente in quella città.
Per questo Gesù, in questa lettera, ci fa vedere due errori, due peccati: la dottrina di Balaam, il quale invitava i figli d’Israele a mangiare carne sacrificata agli idoli e a partecipare alle feste dei Moabiti che finivano in peccati sessuali.
Inoltre, Gesù fa un altro rimprovero: ci sono alcuni che sono come i Nicolaiti. I Nicolaiti dicevano di essere cristiani, ma invece erano una setta che affermava di essere salva per grazia, e che se si è salvi per grazia si può anche peccare; quando c’erano delle feste pagane, loro partecipavano.
Il peccato della chiesa di Pergamo è stata LA TOLLERANZA COMPIACENTE. Loro non hanno cacciato o eliminato l’errore, ma hanno lasciato che rimanesse con la verità.
Gesù disse che detesta, odia queste opere dei Nicolaiti.
Gesù odia il peccato e non accetta che il male rimanga in mezzo alla verità. Noi, come chiesa, come cristiani, dobbiamo chiederci: sto forse accettando il male a fianco alla verità?
Apocalisse 2:16: “Ravvediti dunque, altrimenti fra poco verrò da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca”.
“Ravvediti” dal greco significa convertiti, conversione, cambiare la tua direzione, cambiare la tua mentalità.
Il nostro ravvedimento deve avvenire prima nel nostro cuore e poi nella pratica, nel nostro modo di vivere. Se le persone non si ravvedono, Gesù verrà con la spada della sua bocca.
Perché la Parola di Dio che salva è anche la Parola di Dio che giudica.
Gesù darà a coloro che si pentono e vincono 3 regali.
Apocalisse 2:17: “Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò della manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale è scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve”.
Cosa significano questi 3 regali:
1° regalo: Manna nascosta. Dopo che il popolo degli Ebrei uscì dal paese d’Egitto e si trovava nel deserto, Dio diede loro la manna, un cibo che pioveva dal cielo.
Ora ci promette una manna nascosta.
Gesù è il pane della vita, è il pane che viene dal cielo.
Gesù è la manna nascosta che sostiene la nostra vita spirituale.
2° regalo: Una pietruzza bianca. C’era un’usanza che si praticava nei tribunali romani dell’epoca: quando una persona era giudicata e considerata non colpevole, innocente, il giudice consegnava a questa persona una piccola pietra bianca. La persona, quando ritornava nella società, faceva vedere questa pietra bianca e poteva accedere nei luoghi aperti al pubblico.
Gesù dice che ci darà una pietruzza bianca, un simbolo dell’identità e dell’appartenenza a Dio.
3° regalo: Un nuovo nome, che sarà scritto sulla pietruzza bianca.
Nell’Antico Testamento Dio cambia il nome di alcune persone, ad esempio da Sarai a Sara, che significa “madre di tutti”, oppure Giacobbe, che significa “ingannatore”, che Dio cambiò in Israele, che significa “il vincitore”.
Gesù ci dice che ci darà un nuovo nome che nessuno conosce, se non colui che lo riceve.
Questo nome simboleggia la conoscenza profonda, intima che Dio ha con ognuno dei suoi figli
