Questo sermone del 16 Novembre è dedicato allo studio della quinta delle sette chiese dell’Apocalisse: la chiesa di Sardi. Il predicatore introduce l’esposizione leggendo la Parola di Dio da Apocalisse di Giovanni capitolo 3, versetti 1 al 6.
Il Contesto di Sardi
Sardi si trovava nell’attuale Turchia, un tempo capitale della Lidia. Era una città molto prospera, la cui risorsa principale era l’industria della lana. Era nota per essere il centro religioso del culto alla dea Cibele, caratterizzato da rituali di immoralità sessuale e libertinaggio. Ai tempi della lettera, Sardi viveva sulle glorie del passato, con un presente mediocre e poche prospettive per il futuro.
La Diagnosi di Gesù: Fama e Morte
La critica centrale di Gesù alla chiesa di Sardi è lapidaria: “Io conosco le tue opere. Tu hai fama di vivere, ma sei morto”.
1. Vivere di Apparenze: Il problema principale della chiesa era che viveva di apparenze, aggrappata al passato, mostrando una realtà che non era più vera. L’uomo tende a guardare all’apparenza, ma il Signore guarda il cuore (1 Samuele 16:7). Vivere di apparenze significa avere l’esteriorità di pietà ma rinnegarne la potenza (1 Timoteo 3:5). Viene citato un proverbio portoghese: “por fora bela viola, por dentro pão bolorento” (fuori una bella violetta, ma dentro pane ammuffito), per descrivere questa falsità.
2. Opere Non Perfette: Gesù afferma: “Non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio”. Ciò significa che le loro azioni non erano veritiere o conformi al proposito e al volere di Dio. L’obiettivo del credente dovrebbe essere stare nel centro della volontà del Signore, volendo il Suo volere (Romani 12:2; Efesini 5:17). L’oratore sottolinea che è fondamentale chiedere a Dio la Sua volontà in ogni decisione, poiché “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Galati 2:20).
L’Apatia Spirituale
La chiesa di Sardi era “vuota, cava” e immersa nell’apatia spirituale. L’apatia è l’indifferenza, la freddezza spirituale che porta a non dare più importanza o sentimento alla situazione. L’apatia può trasformare il credente in un “robot” che non sente più la presenza del Signore.
Il Consiglio e la Soluzione di Gesù
Gesù offre due consigli principali per affrontare questa condizione:
1. Vigilanza e Rafforzamento: “Sii vigilante rafforza il resto che sta per morire”. È necessario proteggere e salvare ciò che resta. Si cita Matteo 26:41: “Vegliate e pregate affinché non cadiate in tentazione”, poiché la carne è debole e senza il Signore non si può resistere. L’apostolo Paolo avverte: “Perciò chi pensa di stare in piedi guardi di non cadere” (1 Corinzi 10:12).
2. Ravvedimento: “Ricordati dunque come hai ricevuto e ascoltato la parola. Continua a serbarla e ravvediti”. Questo significa tornare alla base, all’inizio, al primo amore. Il Signore è paziente, desiderando che tutti giungano al ravvedimento (2 Pietro 3:9).
L’oratore incoraggia la congregazione a fare propria la preghiera del salmista Davide (Salmi 51:10-12) per cacciare via l’apatia e la freddezza spirituale, chiedendo un cuore puro e lo spirito ben saldo.
La Speranza e la Promessa (I Fedeli)
Nonostante la maggioranza della chiesa fosse morta, Gesù offre speranza: “Tuttavia a Sardi ci sono alcuni che non hanno contaminato le loro vesti. Essi cammineranno con me in bianche vesti perché ne sono degni”.
• L’Esercito Parallelo: Il Signore distingue tra i fedeli e quelli che hanno mollato. I fedeli sono coloro che continuano la camminata e non si abbattono, paragonati alle “colonne” che impediscono che la famiglia o la chiesa crolli. Dio conosce il cuore dei fedeli, indipendentemente dai giudizi umani.
• La Promessa per chi Vince: Gesù promette: “Chi vince sarà dunque vestito di vesti bianche e io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma confesserò il suo nome davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli”.
◦ “Chi vince” è colui che rimane fedele fino alla fine, a prescindere dalle difficoltà e dai problemi.
◦ La fedeltà è in contrasto con la cultura mondana dell’“usa e getta”.
◦ Le vesti bianche simboleggiano salvezza, purezza e santità, l’opposto dell’immoralità sessuale prevalente a Sardi. Il credente deve essere santo in tutta la sua condotta, poiché Dio è santo (1 Pietro 1:15-16).
◦ Gesù onorerà chi è fedele in “poca cosa” e lo costituirà “sopra molte cose” (Matteo 25:23). La fedeltà è importante nelle piccole cose, soprattutto quando nessuno guarda.
Conclusione
Il sermone si chiude con un forte appello a non mollare, a cercare la volontà di Dio e a mettere in pratica i Suoi insegnamenti. L’oratore ribadisce che la vita deve essere controllata da Cristo: se si ha Gesù, si ha tutto, perché Lui è il centro, il padrone, la via, e il tutto. Si esorta a consegnare a Gesù il controllo completo della propria vita, lasciando che Lui guidi. Il Signore sta tornando e viene a prendere la Sua sposa, la Sua chiesa.
