La predica del 31 dicembre 2025 (Culto di Capodanno) presenta il tema spirituale per il nuovo anno 2026, definito come l’anno della condivisione. Questo concetto viene descritto non solo come l’atto di spartire beni materiali, ma come un vero e proprio ministero cristiano fondato sul servizio e sull’altruismo. Il messaggio si articola su quattro pilastri fondamentali: condividere il pane per rispondere ai bisogni primari, donare amore attraverso l’ascolto e l’accoglienza, mettersi al servizio degli altri con i propri talenti e, infine, diffondere il Vangelo. L’obiettivo della comunità è quello di superare l’individualismo per diventare una “risposta” concreta alle necessità del prossimo. In questo modo, la vita quotidiana dei fedeli si trasforma in una testimonianza vivente dell’amore di Cristo. Il pastore esorta quindi i presenti a considerare ogni risorsa come un dono di Dio da amministrare a beneficio dell’intera collettività.


Questa predica segna un momento di transizione fondamentale per la comunità, annunciando che, dopo un 2025 dedicato alla crescita e all’evangelizzazione, il 2026 sarà “l’anno della condivisione”,. Il messaggio si sviluppa attorno al versetto biblico di Filippesi 2:4, che esorta a non cercare solo il proprio interesse, ma anche quello degli altri.
Di seguito è riportato un riassunto dettagliato dei punti chiave trattati:


Il Concetto di Condivisione


La condivisione non è vista solo come un atto materiale, ma come un ministero di servizio e supporto. Viene definita come l’atto di spartire, distribuire o usare insieme una risorsa, che sia un bene fisico, un’emozione o una conoscenza,. Basandosi sugli insegnamenti di Gesù, la condivisione implica:

  • Dare e ripartire, sapendo che con la misura con cui si misura sarà rimisurato.
  • Portare i pesi gli uni degli altri, offrendo sollievo e soccorso a chi è in difficoltà,.
  • Essere una risposta concreta nel momento del bisogno altrui, agendo come rappresentanti di Cristo,.
  • Riconoscere che non fare il bene quando se ne ha la possibilità è peccato (Giacomo 4:17).


I Quattro Pilastri della Condivisione per il 2026


Il pastore delinea quattro aree specifiche in cui la chiesa è chiamata a impegnarsi attivamente:

  1. Condividere il Pane: Questo punto riguarda l’attenzione ai bisogni primari del prossimo. Non si tratta solo di preghiere o abbracci, ma di aiuto concreto per cibo, bollette e lavoro,. Viene sottolineato che i credenti sono “maggiordomi” delle risorse di Dio: tutto ciò che possiedono (casa, auto, denaro) appartiene al Signore e deve essere usato per benedire gli altri,.
  2. Condividere l’Amore: Seguendo il comandamento di Gesù di amarsi gli uni gli altri, la condivisione dell’amore si manifesta attraverso tre azioni (le “tre A”):
    Abbracciare (accogliere e non essere indifferenti),
    Ascoltare (prestare attenzione a chi ha bisogno di svuotare il cuore) e
    Aiutare (supporto spirituale e incoraggiamento).
  3. Condividere il Servizio: Gesù è venuto per servire e non per essere servito, e i credenti devono fare lo stesso. Questo significa mettere a disposizione i propri doni, talenti e persino la propria rete di relazioni (networking) per aiutare chi è in difficoltà,,. Servire il prossimo è equiparato a servire Dio stesso.
  4. Condividere il Vangelo: Questo è considerato il punto più importante e la missione principale,. Chi è stato trasformato da Gesù ha il dovere di raccontare la propria testimonianza e annunciare che Lui è la via, la verità e la vita. Lo Spirito Santo è stato dato proprio per rendere i credenti testimoni fino all’estremità della terra.


Conclusione: La Vita come Sermone


L’obiettivo finale di questo “anno della condivisione” è che la chiesa diventi sana e piena della presenza dello Spirito Santo,. Il pastore conclude spiegando che quando i cristiani vivono attivamente la condivisione, la loro vita stessa diventa il sermone e la “Bibbia” che le persone leggeranno. Iniziando a svolgere questo ministero, la comunità potrà sperimentare un nuovo livello di grazia e amore nel 2026.