La Parola condivisa domenica 26 ottobre ci ha condotti nella profonda riflessione sulla Chiesa di Tiatiri, una comunità che, pur animata da amore, fede e perseveranza, aveva permesso al peccato di convivere con la verità.
Attraverso questo passo dell’Apocalisse, il Signore ci ricorda che nulla sfugge al Suo sguardo: Egli conosce le nostre opere, ma anche le nostre debolezze.
Gesù, con i Suoi “occhi come fiamma di fuoco” e i “piedi simili al bronzo incandescente”, ci invita a discernere, purificare e ravvederci, per non tollerare ciò che contamina la nostra fede.
Il messaggio ci chiama a rimanere saldi, a custodire la verità del Vangelo senza compromessi, e a respingere ogni forma di idolatria e adulterio spirituale che vuole distogliere il nostro cuore da Dio.
A chi persevera fino alla fine, Gesù promette autorità, vittoria e la luce eterna della “stella del mattino”, simbolo della Sua presenza gloriosa e della comunione con Lui per sempre.
Apocalisse 2:18-29 – Leggi la Bibbia
La Chiesa di Tiatiri e la Sua Città
Tiatiri era situata nell’Asia Minore occidentale, lungo un affluente del fiume Ermo. L’attuale città di Akhisar, in Turchia, sorge sul sito dell’antica Tiatiri.
Era nota per le sue industrie, in particolare la tintura e la tessitura della porpora, ed era un centro mercantile che produceva anche tessuti, oppio e cereali. La città è associata a Lidia, descritta come una donna di Tiatiri e commerciante di porpora, che fu la prima persona a convertirsi al cristianesimo in Europa grazie al ministero di Paolo. Il libro degli Atti degli Apostoli, capitolo 16, versetto 14, menziona Lidia:
- “Una donna della città di Tiatiri, commerciante di porpora, di nome Lidia, che temeva Dio, stava ad ascoltare. Il Signore le aprì il cuore per renderla attenta alle cose dette da Paolo.”
Essendo una commerciante di una tintura preziosa, Lidia era una donna ricca e influente. Dopo la sua conversione e il battesimo (con la sua famiglia), la sua casa divenne il luogo di incontro per la comunità cristiana: - “Dopo che fu battezzata con la sua famiglia, ci pregò dicendo: «Se avete giudicato che io sia fedele al Signore, entrate in casa mia e alloggiatevi». E ci costrinse ad accettare.” (Atti degli Apostoli 16:15)
L’Introduzione alla Lettera
La lettera alla chiesa di Tiatiri inizia con un’autoritativa presentazione di Gesù:
- “All’angelo della chiesa di Tiatiri scrivi: queste cose dice il Figlio di Dio, che ha gli occhi come fiamma di fuoco e i piedi simili a bronzo incandescente…” (Apocalisse 2:18)
Ogni introduzione alle chiese riflette una caratteristica specifica di Gesù che affronta la necessità o il peccato di quella particolare chiesa. - Occhi come fiamma di fuoco: Questo rappresenta lo sguardo penetrante del Signore, che è in grado di vedere e scrutare le profondità della sua chiesa. Niente sfugge al controllo del Signore. Questo si collega a Ebrei 4:13: “E non v’è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto”.
- Piedi simili a bronzo incandescente: Questo è un chiaro riferimento al giudizio divino. Indica l’autorità e la disciplina contro il peccato, i piedi che conducono al ravvedimento. O ci si pente, o aspetta la condanna eterna, il giudizio di Dio.
Le Opere Positive e la Critica
Gesù riconosce le buone qualità della chiesa prima di esprimere un ammonimento:
- Apocalisse 2:19: “Io conosco le tue opere, il tuo amore, la tua fede, il tuo servizio, la tua costanza; so che le tue ultime opere sono più numerose delle prime.”
Nonostante le molte buone azioni, la chiesa aveva dei peccati gravi. Il peccato principale di Tiatiri era la tolleranza verso “Iezabel”: - “Ma ho questo contro di te: che tu tolleri Iezabel, quella donna che si dice profetessa e insegna e induce i miei servi a commettere fornicazione e a mangiare carni sacrificate agli idoli.” Apocalisse 2:20
Si ritiene che “Iezabel” fosse una donna che esercitava un’influenza nefasta e peccaminosa sulla comunità, agendo come una manipolatrice.
Il Peccato di “IEZABEL” e IL GIUDIZIO
Iezabel nel Vecchio Testamento era la moglie del Re Acab.
Primo libro dei Re 16:30-33 – Leggi la Bibbia
Iezabel indusse Acab a compiere il male, ad adorare Baal e l’idolo di Astarte, provocando l’ira del Signore.
I peccati che sono attribuiti a Iezabel nella chiesa di Tiatiri sono:
- L’idolatria: Il primo dei Dieci Comandamenti proibisce l’idolatria: “Non avere altri dèi oltre a me. Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra” (Esodo 20:3-4).
Galati 5:19: L’apostolo Paolo dice che l’idolatria è un’opera della carne. - L’adulterio spirituale: Il Signore non dà la sua gloria agli idoli: “Io sono il Signore; questo è il mio nome; io non darò la mia gloria a un altro, né la lode che mi spetta agli idoli” (Isaia 42:8).
- L’eresia.
- L’immoralità/Fornicazione: Paolo include la fornicazione tra le opere della carne (Galati 5:19). Leggi la Bibbia.
Gesù aveva concesso tempo a questa donna per ravvedersi:
- “Le ho dato tempo perché si ravvedesse, ma lei non vuole ravvedersi della sua fornicazione. Ecco, io la getto sopra un letto di dolore e metto in una grande tribolazione coloro che commettono adulterio con lei, se non si ravvedono delle opere che ella compie.” Apocalisse 2:21-22
Le conseguenze per coloro che “commettono adulterio con lei”—che significa andare d’accordo con lei, accettare le sue dottrine, ascoltarla e fare ciò che induce a fare—sono un “letto di dolore” e una “grande tribolazione”. - “Metterò anche a morte i suoi figli; e tutte le chiese conosceranno che io sono colui che scruta le reni e i cuori, e darò a ciascuno di voi secondo le sue opere.” Apocalisse 2:23
La condanna è estesa non solo a coloro che adulterano con lei, ma anche alla sua famiglia e, di conseguenza, alla generazione.
Incoraggiamento e Promessa ai Fedeli
Gesù offre incoraggiamento ai fedeli che non hanno seguito la dottrina di “Iezabel”:
- “Ma agli altri di voi, in Tiatiri, che non professate tale dottrina e non avete conosciuto le profondità di Satana (come le chiamano loro), io dico: non vi impongo altro peso;” (Apocalisse 2:24)
Coloro che non hanno intrapreso questa strada maligna di libertinaggio, fornicazione e adulterio spirituale non sperimenteranno altro peso.
Il loro compito è rimanere fedeli e perseverare: - “Soltanto, quello che avete tenetelo fermamente finché io venga.” (Apocalisse 2:25)
La vittoria è riservata a coloro che perseverano e rimangono fedeli sino alla fine. Chi abbandona la corsa non ha possibilità di vincere. È fondamentale non mollare di fronte agli ostacoli o al peccato.
La Promessa Finale
A chi vince e persevera nelle opere di Gesù sino alla fine, viene fatta una promessa:
- “A chi vince e persevera nelle mie opere sino alla fine, darò potere sulle nazioni, ed egli le reggerà con una verga di ferro e le frantumerà come vasi d’argilla, come anch’io ho ricevuto potere dal Padre mio; e gli darò la stella del mattino.” (Apocalisse 2:26-28)
Questo significa ricevere autorità, potere ed essere al centro della volontà del Signore. Il dono più significativo è l’incontro con la “stella del mattino”, che è Gesù stesso: - “Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese. Io sono la radice e la discendenza di Davide, la lucente stella del mattino.” (Apocalisse 22:16)
La promessa finale e più attesa è l’incontro faccia a faccia con Gesù. Le cose terrene sono passeggere, ma Gesù e la salvezza sono eterni.
Gesù conclude la sua esortazione ricordando la dimora eterna: - “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi;” (Vangelo secondo Giovanni 14:2-3)
L’invito finale è oggi di “uccidere Iezabel”, cioè eliminare l’idolatria e l’adulterio spirituale, e a ravvedersi dai peccati, poiché Gesù sta tornando.
